11 Novembre 2017

Niente foto dei figli minori sui social senza il consenso di
entrambi i genitori

Tribunale Mantova 06/11/2017

Niente più foto della recita di fine anno, del primo bagno al
mare, della serata di Halloween o della mattina di Natale. Una
madre e un padre, senza il reciproco consenso, non potranno
più postare sui social network le immagini delle conquiste
quotidiane della prole, neppure con il lodevole intento di
mostrarle ai parenti lontani. Lo stabilisce la sentenza firmata dal
giudice del Tribunale di Mantova Mauro Bernardi, che chiede a
una mamma di rimuovere tutti gli scatti condivisi su Facebook
dei due figlioletti di uno e tre anni e mezzo.
«L’inserimento di foto di minori sui social network costituisce
comportamento potenzialmente pregiudizievole per essi», recita
il provvedimento. Il rischio maggiore è «la diffusione delle
immagini fra un numero indeterminato di persone, conosciute e
non, le quali possono essere malintenzionate». C’è il pericolo
che attraverso dei fotomontaggi, per esempio, i volti dei piccoli
possano essere manipolati per diffondere materiale pedo- pornografico in rete. Di qui la sentenza: va bene pubblicare gli
scatti, purché entrambi i genitori siano d’accordo.
Il caso era stato sollevato da un padre separato, che in realtà
aveva chiesto la revisione dell’accordo sull’affido condiviso,
compresa la residenza a casa della madre. Il giudice ha deciso,
senza però modificare l’accordo sui figli. È entrato invece nel
merito della tutela dell’immagine (articolo 10 del Codice civile),
della tutela della riservatezza dei dati personali (decreto
legislativo 196 del 2013), dei diritti dell’infanzia (Convenzione di
New York).

Una sfilza di diritti sui quali pochi genitori oggi davvero si
interrogano. «Quando apro un social network e vedo mamme e
papà con i propri figli minorenni penso sempre che sia un atto di
profonda ignoranza. Ancora non ci rendiamo conto di cosa
significhi lanciare le immagini nell’infosfera», fa notare C. B.,

penalista che si occupa spesso di diritto delle nuove tecnologie,
copyright e data protection. La sentenza di Mantova, tiene conto pure del Gdpr, il nuovo
Regolamento europeo in materia di protezione dei dati
personali che entrerà in vigore nel 2018 in tutti i Paesi della Ue,
il quale prevede un canale di tutela preferenziale del minore
rispetto all’adulto. Senza dimenticare, infine, una variabile: il bimbo prima o poi
compirà 18 anni. E potrà rivalersi sui genitori poco riservati.
Come in Austria, dove una ragazza ha denunciato i suoi.

I fatti

Il tribunale di Mantova si è pronunciato sul ricorso di un genitore
contro la decisione della moglie di pubblicare sui social, senza il
suo consenso, le foto dei loro due figli minori I giudici hanno
vietato la pubblicazione delle foto richiamandosi alle norme a
tutela dell’immagine e della riservatezza dei dati personali. Alla
donna è stato inoltre imposto di rimuovere le foto già pubblicate.