14 Dicembre 2017

Biotestamento: via libera definitivo alla nuova legge

Disegno di legge, 14/12/2017 n° S. 2801

Le nuove disposizioni in materia di testamento biologico sono diventate
legge.
Con 180 voti favorevoli, infatti, il Senato ha approvato in via definitiva
DDL S. 2801 recante “Norme in materia di consenso informato e di
disposizioni anticipate di trattamento”.
Il provvedimento affronta la delicata tematica del c.d. “consenso
informato”, disciplinandone le modalità di espressione e di revoca,
nonché le condizioni e le disposizioni anticipate di trattamento, al fine di
disciplinare una tematica molto delicata quale quella di consentire
all’individuo di dichiarare il proprio orientamento sul c.d. “fine vita”, nel
caso in cui sopravvenga una incapacità di intendere e di volere.

Il testo normativo è composto da 8 articoli: il primo articolo è dedicato
alle linee generali in tema di consenso informato, e vengono richiamati i
principi di cui agli artt. 2, 13 e 32 Cost., artt. 1, 2 e 3 della Carta dei diritti
fondamentali dell’Unione Europea e viene data particolare attenzione al
rapporto fiduciario tra medico e paziente, con il coinvolgimento anche dei
familiari di quest’ultimo, il convivente o altre persone di fiducia.

Nello stesso articolo viene disciplinato il diritto all’informazione di ogni
persona di conoscere le proprie condizioni di salute e, quindi, di essere
informata in maniera comprensibile in relazione alla diagnosi, prognosi,
rischi e benefici del trattamento sanitario e le conseguenze per il caso di
rifiuto al trattamento medesimo.

Il consenso informato può essere espresso in forma scritta e deve essere
inserito all’interno della cartella clinica, anche se è prevista la possibilità
di esprimere tale consenso mediante videoregistrazione o altre
apparecchiature elettroniche di comunicazione. Il consenso informato può
essere sempre revocato e viene stabilito il principio secondo cui ogni
persona maggiorenne, ovviamente capace di intendere e di volere, ha il
diritto di rifiutare qualsiasi trattamento sanitario.

In caso di situazioni di emergenza il medico è tenuto sempre ad assicurare
l’assistenza sanitaria indispensabile al paziente, rispettando, se possibile,
la volontà del medesimo.

Secondo quanto stabilito dall’art. 3 del DDL, il consenso informato da
parte dei minori è espresso o rifiutato dagli esercenti la responsabilità
genitoriale o dal tutore, mentre per l’interdetto il consenso è espresso dal
tutore sentito l’interdetto, sempre nel rispetto della dignità della persona.
Il consenso può essere espresso o rifiutato anche da parte
dell’amministratore di sostegno, ove nominato, tenuto conto della volontà
del beneficiato.

L’art. 2 è dedicato alla terapia del dolore, ovvero del divieto di
ostinazione irragionevole nelle cure nella fase finale della vita del
paziente. In particolare, il medico è tenuto ad adoperarsi per alleviare le
sofferenze del paziente, anche in caso di rifiuto del consenso al

trattamento sanitario, anche mediante l’erogazione di cure palliative.

L’art. 4 si occupa delle disposizioni anticipate di trattamento, ovvero gli
atti in cui qualsiasi persona maggiorenne e capace di intendere e di
volere, può esprimere le proprie preferenze e convinzioni in materia di
trattamento sanitario, potendo anche nominare, con atto scritto, un
soggetto fiduciario che lo rappresenti nelle relazioni con il medico e gli
ospedali.

L’art. 5, infine, prevede la possibilità di definizione di una pianificazione
delle cure condivisa tra medico e paziente, alla quale il sanitario è tenuto
ad attenersi nel caso in cui il paziente venga a trovarsi nella condizione di
non poter esprimere il proprio consenso.