“Sono calate le separazioni perché le donne sono più deboli”

Effetto paradossale della crisi economica provocata dalla pandemia: “Perduti lavoro e autonomia”

“Si sente dire che la pandemia ha fatto aumentare il numero delle separazioni, ma verificando nelle cancellerie di alcuni tribunali non è proprio così: la litigiosità è aumentata a dismisura e ne risentono soprattutto coppie già separate che devono gestire i figli in questa particolare situazione sanitaria”. Chi rivela questo particolare che potrebbe sembrare un paradosso è Jusi Andriuolo, un avvocato di Savignano sul Rubicone che opera in ambito familiare ed è consulente legale (volontaria) dell’associazione Momento d’ascolto che ha sede a Savignano presso la Casa delle associazioni a Villa Perticari.

Qual è il motivo del calo delle separazioni?

“Il calo è ovviamente non omogeneo come non omogeneo pare l’aumento e il motivo è economico, principalmente. La crisi conseguente alla pandemia ha eroso i redditi familiari e decidere di separarsi comporta nuove spese che non rientrano più nel budget familiare. E molto spesso a essere svantaggiate sono le donne”.

Perché?

“Sono spariti tutti quei lavoretti che integravano il bilancio dei nuclei famigliari: i lavori estivi, le pulizie a ore, la cura degli anziani… la paura del contagio ha interrotto collaborazioni familiari che andavano avanti da decenni. A questo si aggiungono la cassa integrazione che non arriva, la chiusura di bar e ristoranti, l’orario di lavoro ridotto che si traduce in una riduzione dello stipendio, e tutti gli altri problemi creati dalla pandemia”.

Quindi i problemi familiari restano…

“Sì, anzi ce ne sono di più perché la convivenza forzata può diventare violenta o essere insopportabile per chi è abituato a vivere prevalentemente fuori casa, e magari ha una relazione extra coniugale. Ma si sopporta anche l’insopportabile perché separarsi vuol dire dover pagare un affitto, nuove bollette, alimenti per i figli… anche qui è vantaggiato chi gode di una bella casa, spaziosa magari con giardino e su più piani”.

E allora?

“Credo che oggi ci sia più bisogno di psicologi che di avvocati per affrontare i problemi della coppia e della famiglia. Per questo io personalmente mi affianco durante gli appuntamenti ad uno psicologo specializzato in conflitti separativi. Speriamo che questa fase sia destinata a finire presto”.

Fonte: www.ilrestodelcarlino.it